Affido Familiare e Continuità Affettiva a dieci anni dalla Legge 173/2015
Sono passati 10 anni da quando è stata approvata la legge che tutela la continuità delle relazioni affettive che si sono consolidate durante il periodo di affido familiare nei casi in cui venga disposto un nuovo e diverso collocamento del minore (affidamento ad altra famiglia, adozione da parte di un’altra coppia, o rientro in famiglia) e ciò risponda al suo superiore interesse.
Al fine di garantire la piena attuazione di questo diritto, con la medesima legge il legislatore ha inteso anche valorizzare il ruolo degli affidatari in tutti i procedimenti civili in materia di responsabilità genitoriale, di affidamento e di adottabilità relativi al minore affidato, prevedendo l’obbligo del loro ascolto da parte del giudice (pena la nullità del procedimento) e la possibilità di presentare memorie.
Operatori dei servizi pubblici e del privato sociale, associazioni familiari e giudici minorili in questi anni si sono adoperati, ognuno a partire dal proprio ruolo, nel predisporre buone prassi idonee a garantire al minorenne in affido la continuità delle relazioni socio-affettive.
Contemporaneamente però assistiamo ancora a situazioni in cui non sono sempre chiari i processi e le prassi, così da generare, a volte, difficoltà tra i diversi soggetti coinvolti.
Operatori e giudici non sempre prevedono, in vista della conclusione dell’affidamento, di dare indicazioni sul mantenimento delle relazioni socio affettive consolidatesi, motivandone le ragioni e precisandone le modalità.
A 10 anni dall’entrate in vigore di questa legge, volgiamo porci alcune domande insieme a tutti i soggetti coinvolti, per ipotizzare delle buone prassi che consentano una corretta e piena attuazione della legge:
- giudici minorili, operatori dei servizi, curatori speciali, avvocati, famiglie affidatarie e adottive sono effettivamente convinti che garantire la continuità affettiva sia una cosa buona, utile e necessaria per una crescita armoniosa del minore?
- Come preparare e formare tutti i diversi soggetti in gioco a scoprire il valore di questa continuità, per poter porre in essere tutti gli strumenti necessari a una corretta attuazione nel pieno rispetto dei diritti del minore?
- Quali indicazioni devono dare i Tribunali e i Servizi per garantire la piena attuazione di questo diritto?
- Quali sono le modalità più appropriate per gestire la relazione tra la famiglia affidataria, il minore e i nuovi referenti del minore?
Relatori:
Introduzione a nome di Paolo Agnoletto, Associazione La Carovana e Liviana Marelli, CNCA Lombardia
Claudio Cottatellucci (Presidente AIMMF – Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e la Famiglia)
Dante Ghezzi (Psicologo e psicoterapeuta)
Sabrina Banfi (Servizio Affidi Comune di Milano)
Silvia Chiodini (Centro Adozioni ASST Rhodense)
Cristina Lazzari (Servizio Famiglia e Minori Comune di Rozzano)
Grazia Ofelia Cesaro (Curatrice Speciale)
A chi è rivolto
• Genitori affidatari e adottivi
• Operatori ed educatori dei servizi pubblici e del privato sociale
• Giudici Minorili togati e onorari
• Curatori speciali
• Avvocati
• Docenti, ricercatori, formatori e studenti
• Garanti per l’Infanzia e l’Adolescenza regionale e cittadini
Sono stati riconosciuti 3 crediti formativi per avvocati.
Sono stati riconosciuti 3 crediti formativi e 1 credito deontologico per assistenti sociali.
Mercoledì 29 Ottobre 2025 dalle ore 8.30 alle 13.00
Centro Culturale San Fedele
Sala Ricci – Piazza San Fedele 4 • Milano
